Le “Estasi culinarie” di Rue de Grenelle

di cembaloscrivano

Un critico gastronomico famoso, inesorabile; odioso e odiato.

Una galleria di punti di vista che descrivono, senza pietà, la vita e l’agonia di quest’ultimo, mentre sta per morire, nel suo appartamento nell’elegante palazzo di Rue de Grenelle (Parigi).

Insufficienza cardiaca: l’anamnesi del prossimo decesso. E, mentre figli, parenti, conoscenti rivelano l’intolleranza verso un padre tiranno e un uomo austero; mentre i vicini di casa confessano il loro disinteressato distacco rispetto a un individuo definitivamente insopportabile, lui, Monsieur Arthens, critico temuto in tutte le cucine del mondo, pensa solo a ricordare il sapore primordiale. Quel gusto che ha sempre ricercato e mai ritrovato. Perché lui sa: quel gusto è la fonte di ogni idea, di ogni ricetta, quindi di ogni critica.

Mentre sta per morire, solo la ricerca anima ancora la sua mente e il suo cuore.

Muriel Barbery – autrice del famoso L’eleganza del riccio -, in questo primo romanzo, si avvale della metafora culinaria per descrivere la sete gnoseologica che forma l’essere umano.

In un certo qual modo, Arthens è alla ricerca di un ritorno e di una fusione al basico mondo delle idee di platonica memoria. Il suo percorso empirico è stato quello della cultura culinaria, della ricerca antropologica verso la scienza che nutre il corpo: i sapori, nelle loro più svariate sfumature, che fanno sì che Oriente e Occidente si incontrino, si scontrino, si fondano.

Da corollario, a questo percorso in qualche modo filosofico, tutta la galleria di personaggi di Rue de Grenelle, che torneranno nel posteriore e già citato L’eleganza del Riccio. L’umanità parcellizata e borghese, vittima e protagonista di ricerche particolari che hanno, comunque, un minimo comune denominatore: la domanda esistenziale su quell’essenza che ci rende animali raffinati e intellettivamente impegnati.

Fra le pagine di questro libro, fra parole tangibili, fra sensazioni palpabili, il lettore assapora non solo la personalità complicata e, in fondo, infantile di Monsieur Arthens, ma di un’umanità varia, limitata, tesa, però, all’estasi – non solo culinaria.

Riferimenti bibliografici

Muriel Barbery, Estasi culinarie, Edizioni E/O, Roma 2008

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