L’asettica patologia delle particelle elementari

di cembaloscrivano

M. Houllebecq, Le particelle elementari

Le particelle elementari

I lavori di Houellebecq scavano nei menadri della coscienza dell’uomo, mostrando il fondo oscuro della razionalità. È il caso de Le particelle elementari.

Due fratellastri, Bruno e Michel, i protagonisti della storia. Bruno, insegnante di letteratura e aspirante poeta, è morbosamente attratto dal sesso, anche nelle sue forme più frustranti. Una sessualità separata dall’aspetto riproduttivo, della quale Bruno si sente vittima e carnefice. Michel, ricercatore genetista, asettico e impenetrabile, si mostra invece impermeabile a qualsiasi forma di sentimento o passione. Due caratteri diversi, accomunati dal legame di sangue e da una certa affinità che li spinge ai fuochi estremi della patologia.

Utilizzando come punto prospettico questi due destini, che si intersecano nel profondo senso di inadeguatezza che li contraddistingue, Houellebecq traccia, senza fare sconti, la sua panoramica sulla storia della razionalità occidentale. Una razionalità che si autodistrugge nella misura in cui riesce a intravedere la sua potenzialità massima: la reduplicazione attraverso le nuove scoperte genetiche.

Per Houellebecq, la nuova frontiera religiosa (ma non per questo soteriologica) è la scienza. Nel mondo artificiale del laboratorio – dove l’uomo è in grado di divenire dio e di addentare la “mela” rappresentante il Logos creativo, senza punizione, senza peccato −, il mistero, le domande esistenziali cedono il passo alla possibilità della realizzazione di una selezione umana calcolabile. Questo annulla il caso, sopprime il destino: in poche parole, cancella per sempre lo spirito tragico che rende l’uomo protagonista dei passi che compie sulla scena dell’esistenza.

Questo è ciò che i due protagonisti, osservano ancora da lontano, e questa sembra essere l’origine patologica dei loro caratteri antitetici e tuttavia simili. Causa dell’afflizione sorgiva che li accomuna pare essere la monodimensionalità, già presente, della certezza selettiva scientifica. Una certerzza che sembra rappresentare, simultaneamente, la finalità massima, ma anche la fine della razionalità creativa dell’essere umano.

Riferimenti bibliografici

Micheal Houellebecq, Le particelle elementari, Milano, Bompiani, 2000.

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